Medicus non accedat nisi vocatur

“Medicus non accedat nisi vocatur”….ovvero “il medico non entri se non è chiamato”. La massima di antica saggezza ci dimostra come una volta le cose andavano in maniera molto diversa; al medico era impedita qualsiasi azione senza un’esplicita richiesta del malato. Gli antichi probabilmente conoscevano a fondo i rischi di autoreferenzialità e i conflitti di interesse che avrebbero potuto investire il medico lasciando a lui il potere di decidere chi è malato e quando e come intervenire. Sembra molto strano scrivere di queste cose in una società dove sempre più spesso troviamo nelle piazze, in televisione e sui social medici che invitano le persone a eseguire esami o visite perché potrebbero essere “malati che non sanno di esserlo”!

La prima volta che ho ascoltato queste parole fu tempo fa, nel film “il dott. Knock…ovvero il trionfo della medicina” pellicola degli anni ’50, trasposizione televisiva di un opera teatrale di circa 30 anni prima. Mi incuriosì molto vedere come già allora c’erano persone perfettamente consce dei danni derivanti da una comunicazione manipolatoria in medicina. Se non lo avete visto fatelo e ditemi cosa ne pensate.

Nella nostra cultura sonodiffusi termini come check-up, prevenzione, screening e le persone ne attendono impazientemente i risultati per sapere se sono sane o malate. Il parere di chi scrive è che queste sono questioni di enorme importanza, poco divulgate. 

Innanzitutto è’ importante comprendere che tutte le volte che un medico interviene in una condizione PRE-clinica, ovvero in un paziente che si sente bene e che riporta un valore oltre la soglia ad un test di laboratorio o che risulta positivo ad un test di screeneng, non sta risolvendo un problema di salute…sta provando ad evitare che la situazione peggiori e che si passi da una situazione preclinica ad una manifestazione clinica conclamata. Tale manifestazione però non è detto che si presenti, infatti non tutte le persone che hanno la glicemia alta a digiuno incorrono nei danni al microcircolo e non tutte le persone che hanno il colesterolo alto muoiono di infarto. 

Ne consegue che il trattamento di pazienti clinicamente sani, senza alcun disturbo, richiede un approfondimento maggiore, anche di natura etica. Solo alcune delle persone beneficeranno del trattamento, la maggior parte eseguiranno un trattamento inutile o subiranno degli effetti collaterali o iatrogeni.

 Dr. Felice Armienti

Medico Chirurgo, specialista in Radiodiagnostica

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