
Oggi voglio proporre una considerazione sulla salute.
Nel secolo scorso la scienza medica ha fatto passi da gigante, sono state fatte scoperte incredibili, per citarne una, quella del DNA, ma anche sono stati creati molti strumenti diagnostici, pensiamo all’ecografia, alla TAC alla RM, per non parlare delle migliaia di farmaci inventati per qualsiasi disturbo vero o presunto.
Quello che mi chiedo e vi chiedo è:
la salute in questi anni è aumentata di pari passo con queste scoperte?
Vi sembra che le persone siano o si percepiscano più sane adesso che hanno a disposizione tutti questi mezzi?
A me no.
Verrebbe da dire che non stiamo andando nella direzione giusta.
Però attenzione: il progresso in sé è giusto e sacrosanto, come sempre è il modo in cui si usano le cose che le rende utili o dannose.
Un conto è utilizzare uno strumento diagnostico o una terapia di qualsiasi genere quando se ne ha bisogno, un altro è creare talmente tanta paura di essere malati, da generare il bisogno della terapia.
Quello a cui assistiamo è che molte persone sono portate a fare continuamente esami e a prendere farmaci non perché hanno una patologia in essere oggi, ma perché forse potrebbe verificarsene una un domani.
Ma siamo sicuri che sia questo il modo giusto di fare prevenzione?
È giusto vivere una vita da malati oggi per paura che possa venire una malattia domani?
Gli esami non sono prevenzione, quando sono alterati vuol dire che la malattia c’è già.
Per conservare la salute occorre intervenire prima, e non serve fare cose speciali, quando si è in equilibrio basta poco per mantenerlo.
Più ci allontaniamo dalla posizione di equilibrio più sarà necessario fare azioni complesse per riottenerlo.
In qualsiasi caso bisogna sapere cosa fare e seguire un insieme di comportamenti e di pensieri che vadano nella direzione che ricerchiamo, in parole semplici bisogna pensare alla salute e non alla malattia.
Come spiega benissimo Deepak Chopra in poche centratissime parole: