
Per stare bene è necessario amarsi, trattarsi amorevolmente e prendersi cura di sé.
Ma chi ci insegna a farlo?
Il corpo ci parla, bisogna ascoltarlo.
Ma come si fa?
Fin da piccolissimi impariamo un sacco di nozioni: leggere, scrivere, matematica, informatica, lingue straniere, storia… e tante abilità: andare in bicicletta, nuotare, far da mangiare….un elenco infinito di cose che ci serviranno nel corso della nostra vita.
Facciamo attenzione, tutte attività che ci mettono in interazione con l’esterno. Come se esistesse solo lo spazio fuori di noi. In qualche modo cresciamo credendo di esistere solo in funzione di altro rispetto a noi, e non indipendentemente da esso.
Siamo assorbiti continuamente da stimoli esterni, spesso sotto stress e alle prese con problemi pratici. Sottoposti a continue pressioni che ci portano fuori, a reagire automaticamente a ciò che succede piuttosto che scegliere come rispondere. Il rumore è talmente forte e continuo che assorbe tutta la nostra attenzione, non riusciamo più a sentire cosa ci sussurra il nostro corpo, ancora meno la nostra anima. Il corpo è perciò costretto a mandarci segnali di disagio sempre più forti per cercare di farsi ascoltare.
Già, perché il nostro essere ci parla con le sensazioni, le emozioni e soprattutto con i disagi, i disturbi e i malesseri. Ed è facilmente comprensibile, siamo disposti a far finta di nulla di fronte a una sensazione poco piacevole o a sopprimere e negare emozioni ingombranti, ma difficilmente sopporteremo a lungo un sintomo doloroso. In questo modo il corpo ci obbliga a notarlo.
Attenzione, il sintomo non sarà scelto a casaccio, riguarderà proprio l’ambito nel quale c’è un problema.
Un bruciore di stomaco se c’è una situazione che proprio non mi va giù, un mal di schiena se il peso delle mie incombenze è esagerato, un’eruzione cutanea se una relazione è intollerabile.
Per questo a tutte le nozioni e abilità che necessariamente dobbiamo acquisire e sapere, bisogna aggiungerne un’altra.
La più importante, imparare a decifrare i messaggi del corpo.
Si può iniziare fin da piccoli, oppure da oggi ad ascoltarci. Prenderci del tempo, bastano pochi minuti, per notare una sensazione, dare il nome a una emozione. Non serve di più per cominciare. Solo pazienza, esercizio, amore per noi stessi.
E quando arriva un sintomo occorre essere in grado di valutarne la gravità, sapere cosa fare e quali rimedi utilizzare per aiutare il corpo a stare meglio e intanto interrogarsi sul significato, questo disagio
cosa mi obbliga a fare? Cosa mi impedisce di fare?
Faccio un esempio.
Qualche anno fa ho sofferto di un disagio che è durato diversi mesi e che mi impediva di stare bene.
Era un fortissimo prurito che colpiva soprattutto le braccia. Non era presente alcuna alterazione o malattia che potesse giustificarne la presenza, eppure era continuo e insopportabile. Ho deciso di non assumere farmaci che potessero sopprimerlo e di restare in ascolto.
Non è stato facile, ma nel giro di un po’ di tempo mi accorsi che quando ero al limite della sopportazione per impedirmi di scorticarmi, spontaneamente avevo cominciato ad afferrarmi le braccia e a stringerle e questo leniva il prurito, mi dava sollievo. In pratica la cura al mio disagio era abbracciarmi forte.
Quello era un periodo della mia vita difficile e decisamente non felice. Poco per volta iniziai a rendermi conto che così presa dai problemi quotidiani mi ero dimenticata di me, mi obbligavo e pretendevo da me stessa performances assurde. Mai contenta del risultato. Non mi vedevo, non mi davo amore.
Ho cominciato a darmi ascolto, gentilezza, riposo, cose piacevoli anziché togliermele.
E poco per volta ha funzionato.
Non è stato immediato, è stato impegnativo, c’è voluta pazienza e costanza e tempo, durante il quale è stata dura ma ho imparato molto su di me e su come funziono e sono guarita.
Ognuno può imparare, poco per volta, tutte le cose che serve sapere per fare quello che ho fatto io.
Insegnarle è il nostro compito, a te basta avere la curiosità di assorbire le informazioni e la disponibilità a compiere piccoli cambiamenti.
Anche un viaggio di mille chilometri comincia col primo passo.