Organismo o meccanismo?

 

Ragionavo su quanto l’immagine dell’uomo  sia cambiata negli ultimi anni. Quanto c’è voluto poco perché la maggior parte delle persone accettassero di essere catalogate in base a un unico parametro, tra l’altro discutibile, di valutazione di salute, diventato di valutazione di valore dell’individuo.

Ho letto su un giornale un articolo che mi ha colpita, ne riporto un brano:

“…significa aver rinunciato del tutto all’idea di individuo come organismo per sposare quella di essere umano come meccanismo biochimico, se il corpo è solo l’insieme delle funzioni che espleta, allora il contagio è l’incidente da evitare, così come si cerca di evitare che un cassetto si chiuda male. Non ci si cura del destino di un oggetto se non preservandolo dalle rotture, dai malfunzionamenti, perché il senso di una macchina consiste esclusivamente nel servire a compiere un lavoro”.

 

L’uomo da figlio di Dio, fatto a Sua immagine e somiglianza, destinato a regnare sul creato, detentore di intelletto, libero arbitrio, coscienza e portatore del soffio divino, squalificato a macchina produttrice e consumatrice senza anima.

 

La sua vita da bene prezioso e unico a prescindere, ridotta a meccanismo da preservare finché utile per lavorare, per ubbidire.

L’assoluto materialismo verso il quale stiamo andando, e siamo già a buon punto, come paventato dall’autore, mi spinge a una domanda: davvero noi vogliamo questo? Io no.

Mi ribello all’idea che la medicina sia riparare una macchina rotta in modo che funzioni alla bell’e meglio per rimetterla in grado di lavorare finché serve.

Io voglio tornare all’idea di uomo portatore di un’anima, a un’idea di salute che miri al benessere totale dell’individuo, alla sua felicità.

Salute come integrazione ed equilibrio di ogni parte che compone il nostro essere dalla più fisica e materiale alla più spirituale.

Certo non è una idea nuova, anzi direi che è antichissima. Per fare un esempio parla di salute e felicità l’Ayurveda, filosofia medica di 5000 anni fa, riscoperta dall’occidente da una quarantina d’anni e da allora in costante diffusione, per la quale la calma della mente e la compagnia dei saggi sono prescrizioni tanto quanto seguire una dieta adeguata alle proprie caratteristiche fisiche.

Ai giorni nostri, del resto, l’epidemiologia ha ben dimostrato come la salute sia correlata alla qualità delle relazioni sociali e alla soddisfazione, mentre sentimenti di  pessimismo, ostilità e rabbia debbano essere considerati come veri e propri fattori di rischio ancora più di fumo e sedentarietà.

Non solo sono convinta che si debba tornare a riunire le funzioni materiali dell’uomo ai suoi aspetti spirituali e intellettuali, ma penso che si possa imparare a prendersene cura, ogni giorno, con pazienza e amorevolmente.

D’altronde scopro in questo periodo anche intorno a me molte più persone che spontaneamente sentono il bisogno di alimentare la parte più spirituale di loro stesse. Sento parlare di energie sottili e frequenze terapeutiche da amici coi quali, fino a poco tempo fa, mai avrei pensato di poterli neppure menzionare.

Forse per reazione a questo periodo così contorto assistiamo a un risveglio così ampio come mai è avvenuto in tempi più tranquilli e a prima vista più propizi. L’importante è conservare i piedi per terra per non correre il rischio di cadere nell’estremo opposto al materialismo, la sottovalutazione del piano pratico e della sua importanza.

Conoscere quali sono gli strumenti adatti per occuparsi ad ogni livello del nostro benessere  e saper usarli diventa indispensabile.

 

Le discipline e i metodi terapeutici disponibili per la salute del corpo, così come le tecniche che aiutano ad ottenere la calma e la lucidità della mente, i metodi di pulizia dell’energia, la focalizzazione e l’intenzione come strumenti primari di salute e benessere, possono essere tutti imparati. Possono e devono diventare il bagaglio personale di ognuno, sempre a disposizione ovunque e ogni volta che ne abbiamo bisogno.

Questa è la mia idea di medicina: rendere qualsiasi persona in grado di prendersi cura della propria salute in modo consapevole e indipendente.

Perché ognuno merita di essere libero di scegliere  e di vivere nella pienezza e abbia la possibilità di dare il massimo sviluppo alla propria evoluzione.

 

 

 Dr. Roberta Bandi

Medico Chirurgo, emergenza territoriale e pronto soccorso, medico di medicina generale, competenze in omeopatia, ayurveda, kinesiologia, medicina integrata, ipnositerapia

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